VASTO. Morì cinque anni fa a causa di un incidente sul lavoro, ieri la sentenza di primo grado che ha condannato i tre imputati per il reato di omicidio colposo, con l’aggravante di aver violato le normative sulla sicurezza sul lavoro. A difendere quattro dei fratelli della vittima, costituitisi parte civile, l'avvocato originario di Montenero di Bisaccia Sandro Panicciari, che è stato anche assessore e sindaco negli anni Novanta. Nicola Di Biase era un operaio di San Salvo di 59 anni, l'11 novembre 2020 moriva dopo essere precipitato dal terrazzo di un condominio, durante lavori di ristrutturazione. La Procura di Vasto, che ha indagato sul caso, ha escluso che la caduta fosse dovuta a un malore, avvalendosi degli esami autoptici e della visione di telecamere di sorveglianza che avevano ripreso l'accaduto. Da qui la condanna ai danni di tre imputati (legale rappresentante dell'impresa subappaltatrice, titolare ditta subappaltatrice e responsabile della sicurezza del cantiere) a pene dai due a i tre anni.
In particolare ai due imprenditori è stata contestata l'omissione “di adottare nel terrazzo del condominio da cui il lavoratore è precipitato, da un’altezza da terra di circa quattro metri, idonee opere provvisionali o comunque precauzioni atte a eliminare i pericoli di caduta di persone, nel caso di specie omettendo di installare, tra l’altro, parapetti e tavole fermapiede”. La condanna del professionista è invece stata motivata dall'"aver omesso di redigere il piano di sicurezza e coordinamento specifico per il cantiere edile in oggetto; di verificare, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l’applicazione da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel piano di sicurezza e coordinamento e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro, nonché di verificare l’idoneità del piano operativo di sicurezza delle ditte, da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento, assicurandone la coerenza con quest’ultimo, nonché omettendo di sospendere le lavorazioni nel cantiere fino alla verifica dell’installazione dei parapetti e delle tavole fermapiedi sul terrazzo, o di idonee opere provvisionali o precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta delle persone, o comunque di segnalare tale inadempienza al committente o responsabile dei lavori".
Il giudice ha disposto un risarcimento per i quattro assistiti da Sandro Panicciari di diecimila euro ciascuno.
Nella foto Sandro Panicciari